Giudici eletti: estorsione legalizzata?

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Il 29 Aprile la Corte Suprema degli Stati Uniti con la sentenza Williams-Yulee v. The Florida Bar ha stabilito che gli stati americani possono vietare ai propri giudici statali la sollecitazione diretta di donazioni per le proprie campagne elettorali.

Lanelle Williams-Yulee, candidata per la Corte della Contea di Hillsborough nel 2009,  aveva mandato e pubblicato online una lettera in cui era inclusa una esplicita richiesta di contributi per la sua campagna elettorale. La Corte Suprema della Florida aveva sostenuto che la candidata avesse violato il  Canon 7C(1)  del Codice di condotta giudiziario della Florida (letteralmente Florida Code of Judicial Conduct) poiché lo stesso codice vieta ai candidati per gli uffici giudiziari di sollecitare personalmente le campagne di raccolta fondi. Lanelle ha portato avanti la sua difesa di fronte alla Corte Suprema degli Stati Uniti sostenendo che la regola contenuta nel Codice fosse in netto contrasto con il diritto alla libertà di parola contenuto nel Primo Emendamento della Costituzione Americana. Ma giusto pochi giorni fa la Corte Suprema ha rigettato la sua richiesta ritenendo che la norma non fosse assolutamente in contrasto con quanto stabilito dalla Costituzione e sostenendo che qualora queste richieste di donazione fossero permesse, potrebbero andare ad intaccare l’indipendenza e la neutralità degli stessi giudici e dunque l’integrità dell’intero sistema giudiziario.

Il sistema giudiziario statale negli Stati Uniti varia a seconda dello Stato, poiché ognuno prevede regole e sanzioni diverse. Ma va sottolineato che, mentre i giudici della Corte Suprema sono nominati direttamente dal Presidente degli Stati Uniti con il consenso del Senato, i giudici di molti stati sono elettivi. Dunque per poter accedere agli uffici giudiziari in molti stati americani è  necessario fare una campagna elettorale e raccogliere voti per accedere alla posizione.

Tra i 39 Stati Americani in cui sono previste le elezioni per l’assegnazione delle cariche giudiziarie, 30 hanno imposto questo divieto per la richiesta di finanziamenti. Nelle ultime decadi le elezioni dei giudici negli stati americani sono diventate uno dei maggiori campi di battaglia politici. I candidati per le elezioni giudiziarie statali avevano raccolto circa 83 milioni di dollari negli anni novanta, un totale che è stato superato di circa 30 milioni nel ciclo elettorale del 2011-2012. Più di 200 milioni di dollari sono stati donati ai candidati per la Corti Supreme statali a partire dal 2000 e, allo stesso tempo, le spese per la corsa alle cariche giudiziarie sono aumentate di sette volte. Sue Bell Cobb, l’ex presidente della Corte Suprema dell’Alabama, ha recentemente paragonato le elezioni giudiziarie americane ad una “estorsione legalizzata”.

La decisione della Corte Suprema è stata apprezzata e applaudita da molti, tra cui il gruppo  nonpartisan dei “Justice At Stake”. Infatti lo stesso direttore esecutivo del gruppo, Bert Brandenberg ha dichiarato che “La decisione di oggi aiuta i giudici, salvandoli da una posizione compromissoria” che li avrebbe portati a decidere sui casi degli stessi donatori; la decisione “aiuta il nostro sistema giudiziario, sostenendo la sua capacità di essere giusto ed imparziale. E aiuta il pubblico, rassicurando le persone che non si troveranno mai in Corte di fronte ad un giudice che ha ricevuto un assegno dalla controparte”.

Non mancano però opinioni contrastanti in merito. Anche all’interno della stessa Corte Suprema infatti sono emerse alcune opinioni dissenzienti di una minoranza. Il giudice Antonin Scalia richiamando la decisione della Corte la ha definita una “restrizione enormemente sproporzionata in merito alla libertà di espressione”.

 

1 Commento su "Giudici eletti: estorsione legalizzata?"

  1. Credo che non sia proprio concepibile effettuare donazioni ad organi o ad personam che deve in forma assoluta mantenere lo status di super parties. È abbastanza semplice capire che ogni giudice che prima venga aiutato ad essere eletto e poi si trovi a giudicare le stesse lobbies o persone si venga trovare in una posizione sempre criticabile. Complimenti c il chiaro articolo.

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