La sicurezza degli Stati Uniti a rischio?

USA Capitol

Sembra ancora lontano l’accordo tra i democratici e repubblicani per finanziarie il Department of Homeland Security (il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti) ed evitare uno shutdown (la chiusura temporanea) dello stesso. Intanto la data di scadenza degli attuali finanziamenti si avvicina pericolosamente (si tratta del 27 febbraio).

La Camera dei Rappresentanti del Congresso americano ha in realtà già passato un emendamento, che prevede stanziamenti per 39,9 miliardi di dollari, lo scorso 14 gennaio, includendo però misure che eliminerebbero le nuove politiche sull’immigrazione previste dal provvedimento esecutivo firmato da Obama a novembre 2014. E’ certo l’uso del veto da parte del Presidente USA quando questi riceverà la legislazione sulla propria scrivania. Obama ha infatti chiaramente espresso la sua intenzione di bloccare qualsiasi legge (votata dal Congresso in mano ai repubblicani) che si opponga alle nuove protezioni contro la deportazioni di alcune categorie di immigrati irregolari.

La strategia del GOP (il Grand Old Party, cosi come è spesso noto il partito repubblicano) pare chiara: mettere a rischio il lavoro del DHS se il governo non dovesse scendere a patti sulle politiche di immigrazione … e intanto dare la colpa dello stallo al partito del Presidente. Considerando come il tema della sicurezza del suolo americano sia spesso in primo piano nei notiziari di tutto il paese, i repubblicani stanno riuscendo a far sentire la loro voce in merito. Le logica dietro le loro scelte pare però meno chiara.

Lo speaker della Camera John Boehner ha commentato: “La camera ha fatto il proprio lavoro. Ora bisognerebbe chiedere ai democratici quando alzeranno il sedere per fare qualcosa invece di votare solo ‘NO’”.

La difesa del suolo natio, tema tanto caro al GOP, viene messa in pericolo dagli stessi repubblicani per tentare di forzare la mano al Presidente (cosa che non avverrà). Ma la sicurezza degli USA è veramente a rischio in caso di shutdown del DHS? Non proprio. La gran parte dei lavoratori del Dipartimento è considerata necessaria per la ‘protezione delle persone e della proprietà’ (dai Servizi Segreti agli agenti della polizia aeroportuale e così via) e sarebbero costretti a lavorare in ogni caso. Molti però non vedrebbero lo stipendio almeno fino alla fine dello shutdown. Ma l’aspetto forse più interessante è che le attività degli uffici di Cittadinanza e Immigrazione non subirebbero nessun rallentamento. Tali attività sono infatti finanziate interamente dalle tariffe pagate dai richiedenti di tali servizi.

Per riassumere: molti lavoratori essenziali per la sicurezza del paese sarebbero costretti a lavorare senza paga, mentre coloro che si stanno occupando di dare vita alle nuove politiche sull’immigrazione non verrebbero toccati, continuando a dare forma alla visione di Obama.

 

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