Chiamate di emergenza: il sistema non funziona

SUV Alpharetta

Ogni mese negli Stati Uniti i clienti che usufruiscono del servizio di una compagnia telefonica versano un cospicuo ammontare sui loro conti. Di questi soldi richiesti dalla compagnia, $1,50 è destinato al finanziamento del servizio pubblico di emergenza del 911. Ma la legge in Georgia permette alle compagnie telefoniche di rifatturare al 911 fino a 30 centesimi per ogni abbonato. Queste ricevono quindi dal 911 un assegno mensile che risulta essere per loro un puro profitto.

La questione è stata portata alla luce a seguito di una vicenda avvenuta ad Alpharetta (Georgia) che ha visto coinvolta Shanell Anderson, una ragazza di trentun anni finita accidentalmente con il suo SUV dentro ad un laghetto residenziale tra le contee di Fulton e Cherokee.

Era il 5 Gennaio 2015 quando Shanell finisce sfortunatamente in uno dei due laghi che costeggiano l’entrata di un quartiere. Mentre la sua macchina si riempie sempre più velocemente di acqua, Shanell riesce a prendere il suo telefono e a chiamare il 911. La ragazza sa perfettamente dove si trova, conosce anche il codice postale della zona. Il servizio di emergenza di Alpharetta (peraltro uno dei più tecnologicamente avanzati degli Stati Uniti) risponde alla sua chiamata, ma nonostante Shanell continui a ripetere l’indirizzo e il codice postale per un minuto e trentotto secondi, l’operatore non riesce a rintracciarla. Non riesce a capire dove si trovi perché il luogo da lei indicato non è sulla unica mappa che l’operatore è autorizzato ad utilizzare. Gli operatori del 911 non sono infatti autorizzati a basarsi sulle mappe pubbliche accessibili da internet e la cartografia proprietaria (peraltro molto più dettagliata dei quelle consultabili da tutti) riporta solo i luoghi all’interno dei confini della contea gestita dal 911 di Alpharetta.

Shanell Anderson era intrappolata in un laghetto della contea di Cherokee, ma la sua telefonata era stata indirizzata ad una torre telefonica della contea di Fulton. Ecco perché’ il 911 della contea di Fulton non è stato in grado di trovarla: la mappa a disposizione dell’operatore non riportava il luogo dell’emergenza che si trovava poco al di là del confine nella contea di Cherokee. Ci sono voluti 20 lunghissimi minuti prima di riuscire a trovarla. 20 minuti che le sono costati la vita. Se la telefonata fosse stata inviata alla giurisdizione corretta non sarebbe stato difficile individuarla. E’ infatti l’indirizzo della torre che determina a quale centro del 911 mandare la chiamata; non la località in cui si trova il telefono.

Ecco che si fa più chiaro l’inefficace meccanismo di smistamento delle chiamate di emergenza in America. Chi invia l’indirizzo della torre telefonica? L’operatore telefonico, nel caso specifico parliamo di AT&T. Lo stesso operatore telefonico che, esattamente due giorni dopo l’accaduto, riceve un assegno dal servizio di emergenze del 911 di Alpharetta pari a $11,873 per i servizi resi. Nonostante esista la tecnologia per localizzare direttamente il luogo della chiamata, il 911 è ancora costretto a fare affidamento sulla compagnia telefonica.

Jacquene Curlee, madre della ragazza scomparsa, si domanda “Perché dovremmo stilargli un assegno quando già esiste un ordine del FCC (Federal Comunication Commission) che impone agli operatori telefonici di facilitare la localizzazione al 911? Mia figlia aveva chiamato. Non le è stato fornito alcun servizio di localizzazione, ed ora il 911 deve ripagare l’operatore telefonico perché dicono di aver fornito un servizio? Non hanno fornito un bel niente!”.

Il direttore degli affari pubblici della AT&T si è limitata a dichiarare: “Secondo la legge della Georgia, gli operatori telefonici hanno il permesso di recuperare i costi per l’espletamento dei servizi wireless forniti al 911. Tutti i soldi che riscuotiamo sono usati per il rimborso delle spese sostenute da AT&T per la realizzazione del servizio al 911. AT&T al momento recupera il 66% di ciò che gli è permesso dalla legge per Alpharetta”. Non una parola di più.

Ora la richiesta fatta allo Stato della Georgia da parte della comunità, è quella di non permettere che le compagnie telefoniche possano trarre un profitto per un servizio non reso in maniera adeguata. A maggior ragione se si tratta di un servizio di tale importanza.

E’ già stata presentata nel 2014 al Governatore della Georgia una raccomandazione in cui la Commissione richiede una modifica della legge in merito. Ma sembra che per ora sia soltanto una delle tante scartoffie accumulate sul tavolo del Governatore.

 

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